In questa settimana sono ricominciate le scuole e, prendendo spunto da questo, voglio condividere con tutto Voi una riflessione.
Il mio primo pensiero va al nostro governo. Indistintamente. Tutto l'emicilio. Da Pd a Pdl, passando per i centristi e M5S. Signori, vogliamo destinare dei soldi "importanti" all'istruzione, alla scuola e quindi - in un senso più lato - al futuro dei giovani italiani. Ci si riempe sempre la bocca - in periodo elettorale - con questi temi. Sui giornali ci sono sempre i soliti titoloni: "Vogliamo restituire un futuro ai giovani". "Ci impegneremo per fare politiche giovanili d'avanguardia", etc. etc. E poi? Se c'è da fare un taglio al bilancio dello Stato si fa, spesso e volentieri, ad istruzione e sanità. Non va bene. Se veramente avete a cuore le sorti dei giovani, del nostro futuro, allora ai proclama dovete far seguire i fatti. Ben venga l'IMU se deve finanziare un progetto per scuole ed università. Prima del problema del lavoro (anch'esso centrale e critico) c'è quello dell'istruzione.
Secondo quanto risulta dal BES 2013, studio Istat, datato 11 Marzo 2013, l'Italia accusa un pesante ritardo rispetto alla media europea, nei principali indicatori di settore. Questo è un alert troppo importante per essere sottovalutato, se non ignorato. Aiutiamo chi non ha le possibilità economiche in modo più sostanzioso. Lo studio è un diritto per tutti. Non lo dico io, ma lo recita l'art 34 comma 3 della Costituzione, che fino a prova contraria dovrebbe essere la base del nostro Paese.
Intervenire su questo, infatti, oltre che giusto, è anche un investimento per avere ritorni migliori su altri campi, prima su tutti il lavoro. Senza considerare un costo sociale che spesso si trascura, ma che ricopre un'importanza specifica rilevante. Aumentando il livello di istruzione, infatti, si abbattono anche gran parte di quei crimini strettamente legati a ragioni economiche. Le carceri sarebbero, quindi, meno affollate e questo porterebbe un minore dispendio economico per la collettività. Aumenterebbe, poi, anche il livello di sicurezza, che è un bisogno primario per ogni Paese degno di tale nome.
Il nostro Paese è sempre stato un punto di riferimento per i proprio "talenti". Puntiamo su questo come asset strategico per tornare ad avere un ruolo centrale in Europa e nel Mondo. Non costringiamo i nostri giovani a dover lasciare l'Italia, in favore di USA, UK, Germania, etc., per poter lavorare. Anche perchè, i nostri competitor - di certo più lungimiranti di noi - in cambio di una buona prospettiva di vita (un miraggio purtroppo oggi in Italia) sfruttano i loro talenti per depositare brevetti e quant'altro crei loro ricchezza. Sfruttiamo i nostri "cervelli" per creare ricchezza prima di tutto nel Nostro Paese. Noi siamo l'Italia. A volte sento troppo disfattismo intorno a questo. L'uomo della strada parla del nostro Paese in termini che spesso sfiorano il disprezzo. Frutto - questo - anche di anni di mal governo che ha portato la fiducia di noi italiani verso l'Italia ai minimi storici.
Rivolgendomi direttamente ai nostri politici chiedo loro di fare in modo che il nostro Paese si riprenda il ruolo che gli compete. Italia deve tornare a far rima con cultura, ingegno, e tanti altri concetti che sembrano ormai persi.
Quanti sanno che la prima università del mondo Occidentale è stata quella di Bologna? Sapevate che la plastica è stata inventata dall'italiano Giulio Natta! Inutile mi soffermi sui numerosi nomi di spicco nei campi artistici e letterari.
Quindi - mi rivolgo all'uomo della strada per cui l'erba del vicino è sempre più verde - noi siamo l'Italia, un grande Paese. E lei, caro il mio onorevole, faccia del suo per far si che si torni ad essere l'ITALIA. Investiamo sull'istruzione: asset strategico intengibile FON-DA-MEN-TA-LE! Con questi risultati, se fosse un dirigente di qualsiasi azienda, forse sarebbe anche lei un esodato disperato. Dal momento che appartiene ad una casta che, sinora, si è dimostrata immune da qualsiasi meccanismo di merito si sente troppo sicuro...perchè sfidare la sorte? ce li vogliamo meritare i denari che mensilmente incamera?
Anche agli studenti vorrei dire due parole. Ce n'ho per tutti oggi. hihihi. Ho 32 anni, non sono esattamente un matusalemme, diciamo che Vi sono vicino anche come "testa". Una cosa mi sento di trasmettervi: divertitevi, fate le vostre esperienze, ma non trascurate lo studio. E' troppo importante, capitelo! La concorrenza è spietata. Imparate ad essere "famelici" di conoscenza. Siate curiosi. Leggete, tanto e tutto. Libri, internet, qualsiasi cosa, ma leggete.
La scuola deve servirvi ad una cosa fondamentale: IMPARARE AD IMPARARE. Insegnamento che ricevetti dal mio prof di Matematica al primo anno di Università. Acquisite un metodo. La scuola in Italia, secondo le mai opinione, è troppo nozionista (se mi senta mamma mi bacchetta...insegnante per oltre 30 anni). Forse, bisognerebbe puntare più sul metodo. Le nozioni passano, si dimenticano, poi riaffiorano. Il metodo resta.
SIATE CURIOSI. Chiedete "perchè?" Come foste ancora bambini. Verificate le cose che sentite. Non siate passivi. Non subite l'informazione, cercatela, createla, date valore aggiunto a quello che sentite. Solo così potrete avere più chance.
Sono perfettamente a conoscenza che l'adolescenza è un periodo difficile, in cui spesso si soffre di simpatie ed antipatie, anche verso i vostri Prof. Ecco. Su questo mi limito a trasferire l'insegnamento ricevuto da mio Padre, che ancora oggi mi guida anche nel mondo del lavoro. Allora non potevo soffrire la prof. di matemica delle medie. Una signora austera: capello corto, brizzolata, molto austera come stile. Vi dico solo che di cognome faceva Tempesta. Tutto un programma, no? Commisi due errori. Il primo pensare di essere più furbo di lei. Se lo pensate, sbagliate ragazzi. L'esperienza di un adulto dà loro una marcia in più. La Tempesta si accorse che dopo esserre interrogato mi prendevo - diciamo così - delle pause ricreative dallo studio delle sue materie (insegnava anche Scienze). Capito questo ed essendo - appunto - più sveglia di me, mi interrogò tre giorni di fila sull'Africa. Non ne potevo più. Il terzo giorno mancava mi chiedesse il nome ed il cognome di tutti gli abitanti. Allora io pensando di essere furbo, commisi il secondo errore: cominciai a soffrirla poco. Conseguenza non studiavo ben volentieri le sue materie e lei mi pizzicava spesso. Arrivati i colloqui con i genitori emerse il problema. Ricordo le parole che disse a mio padre: "Luca è potenzialmente tra i migliori ma non si impegna abbastanza". Papà incasso. Usciti - ovviamente - parlammo di questo ed io - che sino ad allora avevo omesso tutta la questione - mi giocai quelle che mi sembravano argomentazioni argute e soprattutto valide. Luciano in quell'occasione, con una semplicità disarmante, mi disse solo due parole. Innanzitutto mi rassicurò. Astuto, fece abbassare le mie difese ed a quel punto - da zemaniano convinto - passo all'attacco dicendo: "E' una cosa stupida avere antipatia per una prof. E lo sai perchè? Proveresti mai antipatia per una riga da disegno? Io inizialmente non capivo dove volesse arrivare e prontamente risposi di no. Ecco appunto - replicò Geppetto - allora non puoi averlo neanche per un insegnante. Entrambe - la riga e l'insegnante - devono essere per te "strumenti di sapere". Spersonalizza. Non vederla con la Prof. Tempesta. Apprendi solo la conoscenza che ti trasmette ed utilizzala per arrivare dove vuoi.
Ragazzi? Ho 32 anni passati, ne avevo 12. Sono passati qualcosa come venti anni ed ancora me lo ricordo. Rifletteteci, è un grande insegnamento. So che i consigli sono gratis e spesso non si seguono, ma rifletteteci seriamente.
Ultimo pensiero per le mamme. Vi chiederete che c'entrano le mamme dopo i politici ed i giovani. C'entrano sempre le mamma italiane, nel bene e qualche volta anche nel male. A mamme - come disse l'uomo con il megafono a piazza Campo dè Fiori : "proteggere troppo i figlio non sempre è sinonimo di amore; a volte è invalidante per i ragazzi".
Responsabilizzateli. Bastone e carota. Date loro obiettivi (raggiungibili) e premiateli al conseguimento e soprattutto lasciateli andare. Spronateli a fare esperienze all'astero che oltre ad accumulare informazioni, "apre" loro la mente. Li fa crescere. Li rende uomini/donne. Cappuccio e cornetto è bello. Ma permettete loro di preparselo. Uscendo fuor di metafora - ovviamente sul food visto il contesto - fateli crescere. Non devono dare le cose per scontate. Devono capire il sacrificio che c'è dietro le cose che per loro sono "date", automatiche, banali. Se capiscono questo, saranno più preparati ad affontare un mondo sempre più complesso e competitivo. Se no, mamme, saranno "storditi" allo sbaraglio. La formazione dei ragazzi passa dall'Istruzione, ma anche e forse soprattutto dai modelli educativi che riceveranno. Siate maestri di vita. Non è semplice, lo immagino. Io non sono ancora genitore e non posso capire le difficoltà di un "mestiere" del genere.
E' vero che i giovani cambiano ed è sempre più difficile stargli dietro, ma fatelo, è vostro compito. I compiti a casa non sono mica solo per i vostri figli!
Steve Jobs vi direbbe: "stay hungry, stay foolish". Madre Teresa vi direbbe: "Dietro una linea di arrivo c'è sempre una linea di partenza". Io - che non ho fatto ancora nulla per essere minimamente accostato a questi due grandi - seppur in modo diverso - personaggi dei nostri Tempo, vi dico di essere curiosi e di fare di tutto per prendervi ciò che volete. Non convincetevi che sia sempre responsabilità altrui. Fate tutto ciò che è in vostro potere per arrivare dove volete. Primo passo di questo step è l'istruzione. Studiate! Apprendete da tutti: scuola, genitori, media, tutto. Incamerate...un giorno vi servirà...garantito! Più sapete e meno sarete preda del prossimo. Meno sapete e più facilmente potranno prendervi in giro.
Vi faccio un esempio. Secondo voi, qual è una delle parole più in voga negli ultimi tempi? "Crisi, ovviamente!" Incuriosito - appunto - dall'uso smodato se ne facesse, l'ho digitato su google per capire l'etimologia della stessa. Tra i vari link, sono arrivato ad una citazione di
un "certo" Einstein, non propriamente un inetto diciamo. Costui, nel libro "Il mondo come io lo vedo" parlando della crisi, dice:
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Ecco, questo - tra le pagine patinate dei libri di scuola - non lo trovate. E' l'esempio perfetto di quello che voglio trasmettervi: siata curiosi!
In bocca al lupo a tutti gli studenti per il nuovo anno scolastico!