"O Mare nero, mare nero, mare ne..." recitava la canzone del Sole dell'indimenticato Lucio Battisti, autore che, di concerto con il paroliere Mogol, ha scritto - nel senso più lato del termine - pagine importanti della musica leggera tricolore. Oggi voglio rubare questo ritornello ed adattarlo al posto che vi presento. Il Pane preferito di mia moglie, buchi permettendo. Ammetto sia un ottimo pane, personalmente, però, preferisco il pane di farina 1. Questo pane necessità di una minore quantità di acqua e di calore, per il resto, nessuna differenza. Ecco il risultato...
Come mio solito, ecco lo schema di lavorazione:
Ingredienti:
480 g farina multicereali;
120 g farina 0 w 360;
420 ml acqua;
2 g lievito di birra;
Procedura:
Sciogliete il lievito di birra nell'acqua, mescolando nel bicchiere dell'impastatore, con gancio K.
Unite, gradualmente tutta la farina ed, una volta che il composto si è omogeneizzato, aumentate la velocità.
Dopo 10 minuti, cambiate con gancio ad uncino, inserite il sale sciolto nell'acqua, aumentate la velocità e proseguite sino ad incordatura, avendo cura di interrompere la macchina e girare l'impasto.
Dovrete arrivare ad un risultato simile a questo...
Ovviamente si può e si deve fare meglio, ma vi assicuro che è un buon risultato...vi terrò comunque aggiornati.
Rovesciate l'impasto su un piano di lavoro e, per favorire l'incorporo di ulteriore ossigeno all'impasto, praticate le pieghe stratch&fold. Ecco un esempio. Io vi consiglio, vista l'alta idratazione, di aiutarvi con la spatola flessibile.
In questa fase, come insegna Zio Piero, nessuna aggiunta di farina. Solo decisione e forza.
Quanto continuare? Ve ne accorgerete, dalla resistenza dell'impasto. Io ho impiegato una decina di minuti.
Mettete in una ciotola leggermente oliata e fate partire la lievitazione, diciamo un'oretta. Poi frigo.
Il giorno successivo, dopo minino 18 ore, tirate fuori dal frigo la ciotola e fate tornare a temperatura ambiente (un paio d'ora max).
Consiglio - Preferite una buona plastica, ad uso alimentare, a vetro o metallo per far lievitare l'impasto. La plastica non trasferisce freddo/caldo all'impasto, al contrario degli altri due.
Infarinate, legggermente, il piano si lavoro con semola rimacinata (si preferisce per la sua capacità di asciugare l'impasto) e rovesciateci l'impasto.
Con delicatezza, limitandovi all'uso dei polpastrelli, stendete l'impasto e, seguendo le pieghe specifiche, formate il vostro filone.
Spostatelo, rispettando le bolle, in un torcione, per la seconda lievitazione.
Dopo un'ora, sempre con massima delicatezza, trasferite sulla teglia e fate i tagli sulla superficie con la lama da panettiere. "Spolverate" con semi di lino e via.
Cottura:
primi 15 minuti: 220° ventilato
30-25 minuti: 180° statico
Questo il risultato...
Come condirlo? Beh...dipende: io ho provato ricotta e composta di mirtilli o con mortazza...e non saprei cosa scegliere...
"Non escludo il ritorno". Così recita l'epitaffio di un grande: Il Califfo. Al secolo, Franco Califano. Dopo più di qualche settimana, passate tra impegni preponderanti, ecco lo spazio per un post...è proprio vero, la risorsa più importante e scarsa è il tempo. Non ce n'è mai abbastanza. Cosa accomuna, oltre la P iniziale il pane con i proverbi? Ai meno attenti forse nulla. In realtà, i proverbi, sono spendibili in ogni campo, arte bianca inclusa. Il proverbio di oggi è: "Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere entusiasmo" (W.Churchill). A Roma si dice che "nessuno nasce imparato". E' più popolare, ma il concetto è lo stesso. Per raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia, bisogna studiare, provare, capire dove sta l'errore, non scoraggiarsi e ricominciare. Nel gergo ZioPieresco si direbbe: "Disce...ma tutta sta solfa per un filone?". Se l'obiettivo è quello, assolutamente si. Anche perchè il pane è alla base di qualsiasi piramide alimentare, saper fare un buon pane è un successo...spesso sono le cose più semplici quelle più complicate? Un esempio: quanti di voi sono certi di saper fare una buona pasta al pomodoro? Non pensate che sia semplice, anzi! Le cose semplici nascondono le insidie più grandi. Per una buona pasta al pomodoro bisogna saper gestire l'acidità del pomodoro, che non è semplice affatto. Per un buon pane le insidie più grandi sono:
una perfetta incordatura (io ancora non sono soddisfatto);
una buona ossigenazione con le famose pieghe;
moooooooooolta attenzione alla gestione dell'impasto lievitato
Da solo l'ultimo passaggio potrebbe precludere il lavoro intero.
Oggi vi parlo e vi faccio vedere un pane di cui sono soddisfatto, ma non entusiasta. E' un buon passo, ma non è il mio optimum. Eccolo...
Per chi non è del Lazio...il pane tipo Lariano è uno dei pane caserecci che va per la maggiore, la cui caratteristiche principale è l'utilizzo di farina di tipo 1, oltre ad uno sviluppo molto marcato della mollica.
Ora passiamo a noi...il mio Pane è nato così
Per ricapitolare...ingredienti:
480 g farina tipo 1 (Buratto);
120 g manitoba 350 W;
510 g acqua;
12 g sale;
3 g lievito di birra
Parliamo, quindi, di un pane ad alta idratazione: 85%. Ed alta idratazione, fa rima sempre con parole che finiscono -one (niente parolacce) quali attenzione e complicazione, ma poi soddisfazione.
I punti di attenzione:
capire il punto di incordatura: è la cosa più difficile, ma viene con esperienza. Io stesso ancora non sono certo di averlo centrato a pieno, ma solo con altre prove ne avrò certezza. Di letteratura ne è pieno il web. Io vi consiglio questi due riferimenti (Gianni e Pinotta del Web): Zio Piero e Michela. Studiateli e contattateli. Sono simpatici, disponibili e soprattutto non se la tirano per niente ma condividono il loro know how specifico senza problemi;
maneggiare impasti molto idratati: questa è ancora più complesso...perchè un errore qui potrebbe pregiudicare quanto di buono fatto. Ergo...molta attenzione e rispetto delle bolle. Delicatezza ma decisione, o come dice Zio Piero, je devi menà all'impasto...ma non in questo momento.
Un impasto ben incordato e ben ossigenato
Tra queste due fasi, c'è la fase delle pieghe strech&Fold che servono ad ossigenare..vi rimando ai video, anche sui loro canali You Tube di Gianni&Pinotta. Insomma...quasi 30 ore, un sacco di energie, di attenzione...ma alla fine la soddisfazione di aver conseguito un buon risultato vi ripagherà. Dediche: al mio "maestro" virtuale Zio Piero...presto avverrà un incontro in cui mi passerà i suoi fluidi di incordatura...vi terrò aggiornato... a mia moglie...che si "sacrifica" ed assaggia tutti questi esperimenti e che ieri dopo tutta la fatica mi dice: " Si, il miglior pane che hai mai fatto...ma a me me piace quello senza buchi"...la mia reazione? Questa...
Buongiorno a tutti...era da un pò che non mi ritagliavo un pò di tempo per uscire dalla cucina ed affacciarmi dalla mia "finestrra sul mondo". Oggi però, non posso esimermi, visto l'attacco incrociato ed ingiustifiacato del quale la MIA città è oggetto dai principali media internazionali.
Prima di iniziare una piccola precisazione: Sono romano e sono orgoglioso di esserlo! Chi mi conosce sa bene che non per questo rispondo allo stereotipo sbagliato del romano rumoroso, con il Colosseo tatuato sulla schiena, e che, ignorantemente, credo che Roma Caput Mundi sia ancora uno slogan valido ai giorni nostri. D'altro canto, da persona che ha vissuto a Londra per un periodo abbastanza lungo da poterne apprezzare i pro, ma anche i contro, e che ha avuto la fortuna di viaggiare e vedere un po' di mondo, posso dire che la mia città, LA PIU' BELLA DEL MONDO, non merita il trattamento che la stampa internazionale le sta riservando!!!
Spazio alla cronaca. Da circa 15 gg, Roma occupa, suo malgrado ,la prima pagina di alcuni dei principali media internazionali per il suo degrado, declinato come sporcizia, come inefficienza dei trasporti ed, ovviamente, come malavita (facile il riferimento a Mafia Capitale).
I nostri "cari" vecchi alleati (Inghilterra, USA e Francia - in ordine di pubblicazione) hanno deciso di imbracciare "armi" ben diverse da quelle del secondo conflitto mondiale e di spostare l'obiettivo, mettendo nel mirino la nostra città. Ecco i link ad alcune delle principali testate:
In sostanza, in queste, come in tutte le testate che hanno cavalcato la vicenda, si dipinge la Capitale come una discarica a cielo aperto, in cui i turisti si trovano costretti a dribblare immondizia, come una città al collasso, risultato di corruzione, infrastrutture "shabby", debiti e malagestione.
L'opinione del Panda complottista. A fronte di questo, una riflessione è d'obbligo. Lungi da me pormi su posizioni indifendibili ed assumere una linea aprioristicamente a favore di Roma. Alcune cose sono anche vere; una su tutte? La situazione indegnadei trasporti con uno sciopero "bianco" delle metropolitane che sta mettendo in seria difficoltà i cittadini che ne fanno uso.
Una cosa però mi nasce spontanea. La mia domanda è molto semplice e mi piacerebbe avere risposta da chi è più illuminato di me:
COME MAI TUTTI QUESTI PAESI, INSIEME ED IMPROVVISAMENTE SI PRENDONO LA BRIGA DI FARE UN COSI' ACCURATO REPORTAGE SUI DIFETTI DELLA GESTIONE DI ROMA? CUI PROTEST TUTTO CIO'? PERCHE' SI DEVE SCREDITARE ROMA OPPURE QUESTO E' IL RISULTATO DI COSA?
Io nonostante sia una persona che ama informarsi, ancora non ho capito il perchè di questa campagna stampa. Ma sono certo ci sia un perchè ben preciso e sono anche abbastanza sicuro che ci siano logiche economiche dietro tutto questo.
Da romano ed utente dei servizi che contribuisco a pagare sono il primo ad ammettere che Roma non brilla per efficienza per tanti e tanti motivi che sono noti ed arcinoti e che sarebbe pleonastico e ridondante ribadire.
Sicuramente Roma ed il Sistema Paese in generale, non vive un momento facile ma non per questo dobbiamo prostarci, piegare la testa e restare in silenzio di fronte a tutto questo. Anche perchè signori...l'erba del vicino non è sempre più verde, anzi! Mi limiterò a tre semplici riflessioni:
A) AI DETRATTORI DEL NOSTRO PAESE:
Inglesi, francesi, ed americani non è questo il modo per aumentare il vostro turismo, se questo è l'obiettivo. Non è così che sposterete il flusso di turisti a vostro favore. Roma e l'Italia purtroppo non rappresentano, al momento, una Best Practice di gestione e questo lo sappiamo, ma non crediate che i turisti non notino anche le vostre mancanze.
Certo Londra o Parigi o New York hanno una rete di trasporti capillare e, sicuramente, più efficiente della nostra. Ma Londra non è di certo pulita come Zurigo (ed io che ci ho vissuto ho titolo per dirlo), e New York non profuma di lavanda...anzi...i fumi che si elevano dai tombini sono tutt'altro che salubri. Vogliamo parlare dello standard di igiene dei nostri cugini oltralpe che sono soliti viaggiare con baguette sottoascellari in metro affollate ad ogni ora? Vi è stato, per caso, spiegato che il pane si aromatizza in origine...nell'impasto? Ecco...da food blogger ve lo dico io.
Per quanto concerne la situazione di malavita, sicuramente non ne andiamo fieri...Roma è una città particolare, concentra un mondo di centri di potere (politico, religioso, economico, etc.) e dove c'è potere ed interesse c'è concentrazione di situazioni poco chiare. Qui ma anche altrove. Non vuole essere certo una giustificazione; ma siete certi che il ruolo dello Zio Sem accusatorio dal pulpito vi appartenga?
Io da italiano e romano, sono conscio dei limiti del mio Paese, ma sono altrettanto conscio che non farei a cambio con lo stato sociale di questi tre paesi...perchè è vero che spesso la burocrazia è più simile ad un groviglio che ad un processo lineare. E' vero che le prestazioni mediche sono spesso lente...ma è anche vero che da noi la prima domanda che si pone ad un malato in ospedale non è relativa ai termini dell'assicurazione medica.
Io ho 34 anni e non ricordo a memoria che il nostro Paese sia finito sulle primi pagine dei media perchè un pazzo sia entrato in una scuola ed abbia fatto una strage...cosa a cui inglesi ed americani invece sono, purtroppo, abituati...
Non ricordo che un agente della forza dell'ordine abbia, con facilità disarmante, aperto il fuoco contro cittadini come forza di repressione...
Questo solo qualche esempio per dire che noi siamo consci dei nostri limiti...ma cari miei non pensiate di essere scevri da qualsiasi limite o minus o vulnus e ricordate bene...se un giorno, spero non troppo lontano, noi italiani riuscissimo a trovare dei rappresentanti all'altezza della nostra storia, cultura ed arte e riuscissimo a risolvere i problemi che ci affliggono, a noi resta questo come biglietto da visita...
Solo per restare a Roma, senza voler allargare a Firenze, Venezia, Napoli, etc...non voglio vincere facile! Siete sicuri di poter dire lo stesso? Su questo...NUTRO FORTISSIMI DUBBI...
B) AI CITTADINI ITALIANI:
Signori non cadiamo nel trappolone teso da questi gentiluomini. E' facile ora cavalcare l'onda e mandare tutto a rotoli. L'informazione fa più male di un cannone...cercatela e non subitela. Abbiamo dei problemi ed è vero, ma non è certo il disfattismo la soluzione. Quindi, dal momento che il Sistema Paese non è composto solo dalla classe politica, tocca a noi, nel nostro piccolo fare delle piccole cose nel quotidiano per rendere la nostra vita migliore! Madre Teresa diceva: "quello che facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno". Uscendo fuor di metafora, se ognuno facesse il proprio, per la "cosa comune"...il nostro Paese avrebbe tutte le potenzialità per eccellere...quindi...signori...invece di fare del qualunquismo, facciamo tutto quello che è in nostro potere, come esprimere il voto, per far si che l'Italia torni al proprio ruolo. L'erba del vicino non è sempre la più verde...anzi! Chi viaggia lo sa...
Una persona a me cara, dice sempre che quando Roma esportava cultura e civiltà, la maggior parte del mondo ancora aveva le corna in testa (come i vichinghi - inglesi). Io aggiungo che i cari francesi (galli) ancora si ricordano le conquiste subite dai romani. E gli americani? Ah si, loro ancora non erano stati scoperti...da un italiano...
Siamo sicuri ora che cotanti reportage siano soltanto dovuti a spirito di servizio? Al cosiddetto diritto di cronaca?
C) AI NOSTRI POLITICI (LOCALI E NAZIONALI):
Mi auguro, ma non sono per nulla speranzoso, che quest'ennesima brutta figura internazionale vi risvegli un pò di orgoglio e vi spinga a fare di questo paese un esempio a livello worldwide (visto che ormai fa figo parlare inglese anche in Italia)...perchè il nostro petrolio si chiama turismo ed arte e non può non passare da questo il nostro rilancio. Il premier si chiede perchè si parla di Machu Picchu e non di Pompei? Perchè forse un turista che va in Messico non ha il pensiero di restare sepolto anch'egli? Abbiamo il 90% del patrimonio culturale mondiale e non sfruttiamo. Abbiamo ereditato l'oro e lo lavoriamo come il piombo...saremo somari? Che si pensi a come sfruttare tutto questo, con infrastrutture e facilità di accesso per i turisti, invece di allontanarli con caffè a 15 euro o file interminabili...e forse non esporremo il fianco ai nostri detrattori...L'INVIDIA e' una brutta bestia!
NON CONCENTRIAMO SUI NOSTRI PROBLEMI...MA SULLE SOLUZIONI E SU COME RENDERE UN MINUS IN UN PLUS...
E visto che si parla di degrado...nessuna citazione migliore di questa...
Una città che ti entra nel cuore per i
suoi ritmi, colori, abitudini e nella quale, al tempo stesso, il
viaggiatore riesce ad “entrare” con una facilità disarmante. Ci sono città (NYC su tutte) nelle quali dopo una settimana ti senti estraneo come il primo
giorno. A Barcellona invece è facile orientarsi, pratico muovervi,
entusiasmante girare e godurioso mangiare “jamon”.
E’ davvero un’esperienza da fare,
soprattutto se amate conciliare divertimento, cultura e mare. Infatti
l’estate ci si può concedere una pausa dalle visite culturali con una giornata
a mare. Che dire di Barceloneta: una spiaggia molto lontana dagli standard a
cui siamo abituati in Itali ma proprio per questo estremamente caratteristica.
Ombrelloni piantati sul momento ovunque
e disposti casualmente anziché in file. Penuria di lettini (sono sufficienti al
massimo per un terzo di tutti gli ombrelloni), venditori ambulanti come e più
di noi in italia (qui si aggiungono anche quelli di superalcolici). Consiglio
per chi volesse regalarsi un giorno di mare qui: vietato arrivare in spiaggia
oltre le 10 perché trovereste il “tutto esaurito”.
Ciò detto...passiamo al core di questo post: lo shopping. Voto: 5
Non
è entusiasmante, soprattutto per noi italiani riconosciuti
universalmente come quelli che hanno “stile” perché oggettivamente non c’è
granché.
Presenza più che capillare dei loro marchi (Desigual, Mango,
Zara) di cui siamo strapieni anche a Roma e scarsa tipicità.
Il consiglio è
quello di puntare ai piccoli negozi locali che offrono qualcosa di originale
(es. abbigliamento femminile dalla linee morbide vagamente stile Carla G,
proposti con ogni accessorio possibile dalla cinta agli orecchini, passando per
il cappello).
Consiglio anche una visita al negozio di scarpe LLUIS
MANUEL su CARRER COMTAL dove è possibile trovare l’assortimento
più vasto di espadrillas di tutta la città (un’ottima idea per dei regali
a prezzi ottimi) .
Infine consiglio un giro in un punto vendita Salsa, marca
portoghese che in Italia si trova solo a Milano. E’ un brand simile alla Diesel
per stile a prezzi un po’ più alla portata.